Impermeabilizzazioni

Realizzo e riparazioni di Impermeabilizzazioni.

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L’impermeabilizzazione è una delle opere fondamentali nella costruzione degli edifici atta a rendere una superficie impermeabile sovrapponendo uno o più strati di materiali diversi adatti allo scopo per proteggere elementi costruttivi di vario genere come solai, pareti, cisterne, pozzetti, piscine. I materiali utilizzati sono di vario genere la scelta varia in funzione: dell’estetica, degli spessori, dei supporti, della durata dell’impermeabilizzazione, delle tecniche utilizzate, delle condizioni atmosferiche e dal peso.

Materiali utilizzati

Fra i materiali usati più comuni abbiamo:
asfalto naturale arricchito con bitume naturale o da distillazione di petrolio, allo stato solido, semi solido, liquido, in emulsione acquosa o in emulsione con altri componenti.
Teli e guaine a base di:
bitume, sostanze plastiche prodotti dalla polimerizzazione del cloruro di vinile P.V.C, dalla polimerizzazione dell’etilene: politene, a base di gomma: gomma cloroprene o EPDM.
Nell’ambito delle impermeabilizzazioni rese con prodotti applicati liquidi, si utilizzano prodotti a base di resine epossidiche, poliuretaniche ,acriliche, poliestere e polimetilmetacrilate.
Sono inoltre utilizzati, nell’ambito delle impermeabilizzazioni di fondazioni, pannelli o sedimenti in argilla oltre alla bentonite di sodio.

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Preparazione

A seconda della tecnologia scelta l’impermeabilizzazione ha la necessità di avere una determinata preparazione che la renderà efficace e duratura nel tempo.
Prima di tutto è necessario preparare la superficie rimuovendo parti friabili o comunque poco stabili, rimuovendo la polvere, e lisciando la superficie con prodotti adeguati e/o preparati specifici (primer).
La seconda parte fondamentale è evitare che l’umidità del supporto possa migrare ed arrivare a contatto con l’impermeabilizzazione creando delle pressioni che potrebbero o distaccare lo strato impermeabilizzante o consumare il supporto; per far ciò utilizziamo determinati primer adatti a convivere con superfici umide o attendiamo che il supporto sia perfettamente asciutto, normalmente non deve contenere più del 5% di umidità. Nel caso si scelgano prodotti particolarmente sigillanti (guaine bituminose, teli in PVC o in Poliolefina, o teli in EPDM) teniamo presente che l’umidità raccolta al di sotto dello strato a tenuta non potrà migrare verso l’altro; dovremmo, a questo punto, evitare che diventi acqua in forma liquida per non doverci trovare perdite da condensa.

I supporti piu comuni

Non tutti i supporti sono adatti ad ospitare tutti i tipi di impermeabilizzazioni.Ecco cosa utilizzare sui più comuni supporti:

  • Calcestruzzo: tutti i tipi di impermeabilizzazione
  • Legno: Guaine bituminose, emulsioni bituminose, teli sintetici (PVC, Poliolefine, EPDM), Resine (Epossidiche, Poliuretaniche, Acriliche).
  • Ferro: Guaine bituminose (con particolare attenzione al primer utilizzato), Teli sintetici (PVC, Poliolefine, EPDM), Resine (Epossidiche, Poliuretaniche, Acriliche)
  • Coibenti: guaine bituminose, teli sintetici (PVC, Poliolefine, EPDM), Resine (Epossidiche, Poliuretaniche, Acriliche). In particolare è necessario fare attenzione alle pose di guaine bituminose a caldo in quanto molti coibenti (EPS, XPS, PU) sono termosensibili e potrebbero infiammarsi.

Protezioni

Lo stato impermeabile una volta posato, sia in orizzontale che verticale, va protetto dal calpestio, dagli urti, o dagli agenti atmosferici come i raggi diretti del sole, che possono degradare fino a rendere inutilizzabile l’impermeabilizzazione. A seconda dei casi si utilizzano dei teli in feltro, ghiaia sottile tonda di fiume, vetro cellulare, lastre di materiale plastico sagomato in particolare per le zone contro terra.