LATERIZIO

Le murature si dividono in tre principali categorie:

  • murature portanti o strutturali
  • murature non portanti o di tamponamento
  • murature per divisori interni

Analogamente in base al tipo di apparecchiatura, le murature possono essere distinte secondo diversi tipi:

  • murature monostrato (ad esempio nel caso di blocchi di grandi dimensioni) lo spessore del muro coincide con lo spessore dell’elemento impiegato;
  • murature a doppio strato o pluristrato quando lo spessore della parete è ottenuto mediante due o più strati in laterizio, contigui o distanziati tra loro;
  • murature miste quando gli strati sono tra loro compenetrati in modo da formare una struttura sufficientemente collegata.

Gli elementi in laterizio si dividono in mattoni e blocchi. Sono chiamati “mattoni” gli elementi di volume minore o uguale a 5500 cm3; oltre questo formato gli elementi vengono definiti “blocchi”.

Bagnatura dei laterizi

E’ buona norma che i mattoni e i blocchi siano bagnati prima della posa in opera. La bagnatura evita, al momento della posa, un troppo rapido assorbimento dell’acqua di impasto della malta, cosa che porterebbe alla “bruciatura’ della malta stessa e quindi ad una drastica riduzione sia della sua resistenza che del suo grado di aderenza al supporto. Quanto bagnare deve necessariamente essere lasciato alla sensibilita’ dell’operatore. Non tutti i laterizi hanno, infatti, la stessa capacità di assorbimento d’acqua e, di volta in volta, bisognerà tener conto di questa variabile. Una bagnatura “a regola d’arte” dovrà saturare completamente il laterizio senza che l’acqua ristagni sulla sua superficie. In tal modo non verrà sottratta alla malta la sua acqua di composizione evitando, nel contempo, la formazione di una pellicola liquida di separazione che può compromettere l’aderenza tra i diversi elementi costituenti la muratura. Naturalmente la bagnatura è tanto più importante quanto più è elevato l’assorbimento d’acqua del laterizio: comunque è assolutamente da evitare il tentativo di compensare l’insufficiente bagnatura dei laterizio con un eccesso d’acqua nella malta.

Sfalsamento dei giunti verticali

Gli elementi resistenti per murature strutturali (o portanti) devono essere posti in opera, salvo diversa prescrizione dei Produttore, con i fori verticali. Gli elementi per murature di tamponamento sono posti in opera (a seconda del tipo di prodotto e delle consuetudini locali) sia a fori orizzontali che a fori verticali. Indipendentemente dal tipo di muratura che si vuole realizzare, i giunti verticali devono comunque essere sempre opportunamente sfalsati.

L'importanza dei pezzi speciali

Nelle murature eseguite con mattoni tradizionali, lo sfalsamento dei giunti verticali si realizza ricorrendo a sottomultipli ottenuti per spacco o per taglio dei mattone di formato base. Si hanno cosi il quarto (o bernardino), il mezzo, il tre quarti e il mezzo lungo.

Quando si ricorre invece a blocchi di grande formato, lo sfalsamento si ottiene correttamente utilizzando elementi di formato minore, predisposti allo scopo, evitando il più possibile il ricorso a frammenti di blocchi o mattoni. Gli stessi elementi di formato minore vengono utilizzati per realizzare nel modo più opportuno gli angoli e gli incroci fra i muri. Nelle murature di tamponamento costruite con elementi a fori orizzontali, poichè la foratura non deve mai essere rivolta verso l’esterno per non perdere l’efficacia dell’isolamento termico ed evitare infiltrazioni d’acqua, in corrispondenza delle aperture di porte e finestre si useranno pezzi speciali a fori verticali.

La costruzione dei muro: formati e spessori

Oltre alla buona esecuzione, bisogna porre particolare attenzione al modo con cui si raggiungono, con i formati disponibili, gli spessori di muro previsti dal progetto.

Gli spessori delle murature portanti

Per quanto esuli dalle responsabilità esecutive, ma dipenda da una scelta progettuale legata anche ai risultati dei calcolo strutturale, può essere utile ricordare che nelle zone non soggette a rischio sismico (nelle zone sismiche valgono normative specifiche), lo spessore minimo per le murature portanti non può essere inferiore a:

  • 12 cm per murature in elementi pieni
  • 20 cm per murature in elementi semipieni
  • 25 cm per murature in elementi forati.

Inoltre, il rapporto fra altezza di interpiano e spessore dei muro (snellezza) non dovrà in nessun caso essere superiore a 20. Fra i due valori dello spessore dei muro (valore minimo di tabella e valore ottenuto dividendo l’altezza di internano per la snellezza massima consentita) si assumerà naturalmente il maggiore, utilizzando poi elementi reperibili in commercio che garantiscano, con ampia sicurezza, il rispetto dei requisiti stabiliti dal progetto. A tale proposito vale la pena ricordare che, ai fini della durabilità e dell’isolamento termico, il modestissimo maggior costo di qualche centimetro in più nello spessore dei muro sarà ampiamente ripagato nel corso della vita utile dell’edificio.

La muratura monostrato La muratura monostrato è una muratura realizzata o con mattoni tradizionali, in opera a una o più teste, o con blocchi a tutto spessore di muro. Nella muratura portante in mattoni o blocchi, gli elementi in laterizio assumono generalmente e contemporaneamente funzioni statiche e termoisolanti, ovviamente con diversi livelli di prestazione in funzione deila tecnologia costruttiva e dei requisiti richiesti.Nel caso di pareti di tamponamento, è richiesta la sola prestazione termica; in tutti i casi tuttavia la muratura funge da supporto per la finitura superficiale. La muratura monostrato in blocchi di grande formato ha avuto un particolare sviluppo in seguito alla produzione di laterizio alleggerito in pasta.

La muratura a doppio strato A differenza della muratura monostrato, la muratura a doppio strato tende a “specializzare” la funzione svolta da ogni strato. E’ possibile individuare, nella generalità dei casi, quindi, uno strato di laterizio con prevalente funzione portante e uno strato di laterizio con caratteristiche isolanti o di finitura (faccia a vista). I due strati possono essere divisi da una intercapedine contenente o meno un isolante specifico. La posizione dello strato di laterizio portante dipende dalla scelta progettuale. Prevedere lo strato portante, anche per ]’appoggio del solaio, all’interno (strato isolante all’esterno) consente di utilizzare al meglio le doti di accumulo termico della parete. E’quindi una soluzione idonea all’impiego continuativo dell’abitazione. Se la parete portante è all’esterno e l’isolamento termico (soprattutto se è previsto l’utilizzo di isolanti specifici) è affidato allo strato interno, generalmente di modesto spessore e peso, si perderà l’apporto benefico dell’inerzia termica.

Per garantire durabilità alla costruzione, per tutte le pareti, sia monostrato ma soprattutto a doppio strato, è necessario conoscere i limiti entro i quali si è certi di non avere condensazione interstizíaie. Infatti, il vapore acqueo che si forma all’interno dell’abitazione, per la presenza degli occupanti e per le attività che essi vi svolgono, migra verso l’esterno, attraversando la parete. In determinate condizioni di pressione e di temperatura il vapore può condensare accumulando acqua all’interno della struttura. Si ha di conseguenza un netto decadimento delle prestazioni di isolamento termico e, in caso di gelo, il rischio di sfogliature e rotture dovute all’aumento di volume dell’acqua.

Le cure da porre durante l'esecuzione

I giunti di malta devono essere il più possibile regoiari e riempiti con cura fino al bordo esterno; i corsi devono essere orizzontali e paralleli e gli spigoli devono risultare perfettamente verticali. Devono inoltre essere rispettate alcune regole esecutive che, pur potendo leggermente differire per tradizioni locali, sono riassumibili come segue:

  • delimitare inizialmente la posizione dei muro per mezzo di un filo teso in corrispondenza dei bordo esterno della muratura (per murature con intercapedine saranno necessari due fili)
  • fissare due aste verticali (calandri) alle estremità del muro da costruire. Fra i calandri si tenderà un filo, parallelo al piano di livello, che costituirà l’allineamento per i corsi dei mattoni o dei blocchi; in una struttura intelaiata i pilastri fungeranno da calandri;
  • disporre a secco la prima fila di elementi per verificare la larghezza dei giunti verticali e la necessità di pezzi speciali;
  • bagnare il piano di appoggio;
  • tendere il filo fra i calandri in corrispondenza dell’altezza dei primo corso, comprensiva dei giunto orizzontale di malta (per un blocco, ad esempio: 19 cm + 1 cm di malta);
  • stendere il primo strato di malta;
  • posizionare gli elementi in laterizio, dopo averli bagnati, assestandoli sulla malta con piccoli colpi di cazzuola o, nel caso di blocchi, di martello di gomma;
  • sollevare il filo all’altezza dei secondo corso e così di seguito;
  • periodicamente controllare l’orizzontalità dei corsi, la pianarità delle facce della parete, la verticaiítà degli spigoli;
  • a fine giornata, proteggere il lavoro con teli di plastica per conservare un ambiente umido che favorisca la presa della malta.Proteggere sempre la muratura dalla pioggia con analoghi sistemi, in modo che l’acqua non dilavi la malta, che non ha ancora completato la presa, e ne riduca la resistenza
  • sospendere il lavoro quando la temperatura scende al di sotto dei 5° C.

Gli intonaci

Un buon intonaco su pareti in laterizio va applicato nel rispetto dei magisteri tradizionali, indipendentemente dal tipo di intonaco usato, preparato in cantiere o premiscelato in stabilimento. Devono essere stesi due, o meglio tre strati complessivamente, di cui il primo con funzione di aggrappaggio (rinzaffo), il secondo per realizzare l’opportuno spessore (corpo o arriccio) e il terzo di finitura (stabilitura)Il rinzaffo, preparato con inerti a granulometria più grossa e con elevato dosaggio di leganti, regolarizza il supporto e lo prepara in modo da assicurare una buona aderenza agli strati successivi. Nel secondo strato, con prevalenti funzioni di tenuta e di impermeabilità, gli inerti sono più fini e il dosaggio di leganti è minore, in modo da limitare il ritiro. Per il terzo strato, infine, avente una funzione estetica di finitura, si usa sabbia fine, calce e cemento. Prima di essere usato come supporto degli strati successivi, il rinzaffo deve avere il tempo necessario per raggiungere le giuste caratteristiche di resistenza e di maturazione.

La parete in laterizio deve essere preventivamente bagnata. Bisogna anche ricordare che pareti eccessivamente calde, soleggiate o battute dal vento e in condizioni di bassa umidità relativa dell’aria non rappresentano certo condizioni ideali per eseguire buone intonacature. Queste cure devono essere applicate con attenzione ancora maggiore quando si è in presenza di laterizio con elevato assorbimento d’acqua. In sintesi quindi, per avere una parete ben intonacata, è necessario:

  1. costruire la muratura con giunti di malta verticali e orizzontali ben costipati, senza vuoti o rientranze rispetto agli elementi in laterizio;
  2. realizzare un intonaco a due o preferibilmente a tre strati;
  3. bagnare il supporto in muratura;
  4. porre particolare attenzione alle condizioni ambientali evitando di operare con temperature troppo elevate o troppo basse, vento, umidità ambiente troppo bassa (le condizioni ideali possono variare fra i 5 e i 20 o C, con una umidità relativa pari al 50% circa);
  5. consentire la maturazione dei rinzaffo prima di posare gli strati successivi;
  6. mantenere bagnato l’intonaco per alcuni giorni;
  7. tinteggiare solo a indurimento avvenuto.

Queste attenzioni devono essere applicate anche alle pareti realizzate con elementi in laterizio alleggerito in pasta in quanto, come è noto e come conferma anche la già citata norma UNI 8942, questo tipo di laterizio può avere un assorbimento d’acqua superiore di qualche punto percentuale a quello del laterizio normale. Nel caso in cui si usi un intonaco premiscelato da stendere in un solo strato, è possibile concentrare in un’unica miscela più prestazioni, riducendo, anche notevolmente, i tempi di posa. E’ necessario pertanto richiedere al Produttore le specifiche indicazioni di posa.Tuttavia, anche per i premiscelati, è ormai consuetudine realizzare prima un rinzaffo, a mano o a macchina, e successivamente un intonaco di sottofondo con trattamento di finitura. Non va poi dimenticato che la muratura in laterizio “respira”, ossia è faci I mente attraversata dal vapore che migra dall’interno verso l’esterno dell’ambiente, come già si è detto in precedenza. Bisogna quindi evitare nel modo più assoluto l’impiego di finiture superficiali caratterizzate da bassa permeabilità al vapore, le quali, bloccandone la migrazione, creerebbero pericolosi ristagni di vapore. Le conseguenze possono essere la formazione di bolle e distacchi dell’intonaco e della finitura o, in periodo invernale, la formazione di acqua e di ghiaccio, con le conseguenze facilmente immaginabili per la durabilità della finitura esterna.

Quando e come abitare una casa in laterizio

Per poter assicurare il comfort ottimale, la muratura deve smaltire tutta l’umidità in eccesso dovuta alle varie fasi di costruzione. Appena eseguita, infatti, la muratura contiene una quantità di acqua pari a circa il 15% dei proprio peso, Poi va considerata l’acqua portata dall’intonaco, l’acqua meteorica accumulata durante la realizzazione dell’opera, l’acqua delle tinteggi’ature, ecc. Pertanto, a copertura finita, bisognerà lasciare l’edificio per qualche mese in condizioni di massima ventilazione, evitando l’applicazione di materiali che richiedano ambienti o superfici con limitata umidità. La casa non deve essere abitata prematuramente e comunque, nei primi tempi, dovrà essere abbondantemente aerata. Se non si seguono queste poche e semplici regole, la casa sarà abitata quando ancora le pareti non potranno garantire, per la presenza di umidità, le caratteristiche di isolamento termico richieste dal progetto.

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